80 anni della Repubblica: a Savona il messaggio sulla centralità della persona
Savona, 2 giugno 2026
In occasione della ricorrenza della Festa della Repubblica, il Presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri ha partecipato alla Cerimonia celebrativa in piazza Sisto IV.
Esattamente ottant’anni fa, l’Italia viveva per la prima volta l’esperienza di libere elezioni a suffragio universale. Protagonista di quella storica stagione fu il popolo, che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi per la scelta della forma istituzionale da dare al Paese e per l’elezione dell’Assemblea Costituente. Protagoniste di quella fase furono, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne in occasione delle elezioni amministrative e, successivamente, delle consultazioni del 2 giugno, portando all’interno dello Stato un nuovo sguardo di cittadinanza.
Nel suo intervento, il Presidente ha richiamato l’attualità del pensiero di Nilde Iotti, una delle ventuno Madri Costituenti e prima donna Presidente della Camera dei Deputati, sottolineando il valore dell’umanesimo costituzionale e la centralità della vita quotidiana nella dimensione politica.
Il 9 aprile 1990, al Pantheon, in occasione dell’avvio della campagna nazionale per la proposta di legge di iniziativa popolare “Cambiare i tempi di vita”, Nilde Iotti affermò: «Dobbiamo rendere più umani i tempi del lavoro, gli orari delle città, il ritmo della vita. Dobbiamo far entrare nella politica l’esperienza quotidiana della vita, le piccole cose dell’esistenza, costringendo tutti – uomini politici, ministri, economisti, amministratori locali – a fare finalmente i conti con la vita concreta delle donne».
In questa prospettiva, Iotti sosteneva la necessità che la politica si facesse carico dei ritmi della vita reale, degli orari delle città e dei tempi del lavoro e della cura, integrando pienamente il pragmatismo dei bisogni di ogni giorno nella gestione della cosa pubblica. La sfida della democrazia resta, infatti, quella di tradurre il principio di uguaglianza in un’esperienza concreta, capace di riconoscere bisogni, fatiche, speranze e fragilità che attraversano la vita dei cittadini.
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