La mostra intende ricostruire il corpus
della produzione savonese in terraglia attraverso prestiti dai musei,
ma soprattutto grazie alla passione di collezionisti privati e degli
eredi delle manifatture che hanno consentito di apprezzare la
qualità e l'importanza di questo patrimonio quasi
del tutto, fino ad oggi, disattesi.
La coraggiosa vicenda di questa lavorazione ebbe nel complesso una
durata breve, per l'impossibilità delle nostre imprese
di adeguarsi al ciclo di fabbricazione industriale.
La sua limitata serialità, causa dell'effimera permanenza
sui mercati, ha permesso la grande differenziazione
e varietà delle tipologie e delle forme, motivo della
raffinata bellezza degli esemplari.
In un centro come Savona, defilato rispetto agli itinerari del grand
tour e lontano dagli scavi di Ercolano e Pompei,
questa produzione testimonia la tendenza a un moderato classicismo: le
forme classiche erano imitate soprattutto attraverso le molte stampe
che giravano nelle manifatture.
La scelta espositiva è stata quella di invitare il
visitatore non a guardare una teoria astratta di manufatti, ma a essere
catturato dall'atmosfera di un'epoca.
Per creare un coinvolgimento sul territorio la mostra risulta divisa in
quattro sedi, una per ogni aspetto trattato. Il risultato, perseguito
con metodo scientifico, è quello della restituzione di una
produzione in linea col gusto neoclassico in voga in Europa, ma
completamente ignorata nella sua declinazione savonese.