La
rilevanza del decreto legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 e
s.m.i. può essere valutata sotto due aspetti diversi, uno
giuridico ed uno “filosofico”, ma entrambi convergenti a
qualificarne la portata innovativa delle disposizioni che
esso contiene rispetto a tutta la legislazione precedente in
materia di rifiuti. Tralasciando il punto di vista
strettamente giuridico, non certamente meno importante ma
ininfluente alla trattazione di questa relazione, occorre
sottolineare che la vera innovazione portata del decreto
legislativo si può desumere dalle disposizioni che
introducono a quella che è già stata da più voci definita
la nuova “filosofia” nel campo dei rifiuti, una
filosofia che sostituisce la logica “dell’emergenza”,
contenuta nella precedente legislazione, con un’ottica
sistematica in cui assume rilievo il cosiddetto “ciclo”
integrale del rifiuto, cioè la gestione del rifiuto dalla
produzione alla fase finale di recupero o smaltimento. Un
ciclo chiaramente orientato ad una specifica destinazione
del rifiuto: il recupero, in tutte le sue forme.
Appare infatti evidente nella impostazione del testo
legislativo come lo smaltimento debba assolutamente assumere
un carattere residuale rispetto alle alternative “non
distruttive”, superando, come cita del resto la stessa
relazione introduttiva del decreto
“una politica ambientale di settore che risulta ancora anacronisticamente incentrata sullo smaltimento finale, ed in particolare sullo stoccaggio definitivo dei rifiuti in discarica”.
Considerando, con un occhio di riguardo agli indicatori
principali a nostra disposizione, sia la situazione
nazionale in materia di rifiuti sia quella regionale ligure
sia quella della Provincia di Savona, non molto diversa dal
quadro più generale, appare ancor più evidente che questo
orientamento darà luogo ad una vera e propria rivoluzione
nel settore della gestione dei rifiuti.
Il Piano per la gestione dei rifiuti della Provincia di Savona deve
rispondere ai dettati delle normative Europee, del Decreto
Legislativo n. 22 del 05/02/97, noto come Decreto Ronchi,
che conferma e rafforza il ruolo delle Province quali enti
promotori delle politiche di miglioramento della gestione
dei rifiuti, della Legge Regionale n°18/99 che individua
nel Piano Regionale e nei Piani Provinciali gli strumenti
essenziali per la strutturazione del sistema di gestione dei
rifiuti.
Il Piano si propone quindi come un concreto contributo
finalizzato alla razionalizzazione ed ottimizzazione degli
sforzi di chi opera quotidianamente in questo ambito, con
ovvie ricadute sulla qualità dei servizi offerti al
cittadino.
Il sistema gestionale di smaltimento deve quindi garantire
la compatibilità con il Ronchi e con le indicazioni del
Piano Regionale, la flessibilità e la sicurezza del
sistema, utilizzando le migliori e più collaudate
tecnologie disponibili, con particolare riguardo anche alla
valutazione degli effetti ambientali, economici ed
occupazionali.
Tenendo conto dello stato attuale della produzione di
rifiuti che si avvicina alle 200.000 tonn. annue, delle
quali il 95% viene smaltito in discarica, e dell'autonomia
dell'attuale sistema di smaltimento, la Provincia di Savona,
si propone di adottare un
Sistema di Gestione Integrato, finalizzato a
perseguire tre obiettivi primari: aumentare, entro il 2003,
la raccolta differenziata al 35% e ridurre progressivamente,
entro il 2007, lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in
discarica al 25-30%, gestire garantendo comunque una
certezza di smaltimento il periodo transitorio di attuazione
del piano stesso.
Il Piano Provinciale individua e descrive le iniziative e
gli strumenti che incentivano la riduzione della produzione
dei rifiuti e le azioni finalizzate al recupero e al riuso.
Propone, inoltre, la riorganizzazione dei servizi di
raccolta differenziata applicabili ai vari Comuni con
criteri di flessibilità, (ad esempio alla raccolta
domiciliare nei centri urbani, raccolta mediante contenitori
stradali ed incentivazione al compostaggio familiare nei
centri minori).
La quota di rifiuti rimanente dopo le azioni di riduzione
e raccolta differenziata viene destinata alla
selezione meccanica dalla quale derivano una frazione secca
destinata al recupero energetico ed una frazione umida
stabilizzata, utilizzabile in interventi di ripristino
ambientale. Il sistema integrato persegue l'azzeramento del
ricorso allo smaltimento in discarica del rifiuto tal quale:
le discariche verranno utilizzate unicamente per i residui
derivanti da operazioni di recupero e da trattamenti
biologici e termici.
Il Piano individua inoltre gli impianti di compostaggio, di
selezione meccanica e stabilizzazione dell'umido, di
termocombustione e di smaltimento finale in discarica
necessari a soddisfare i fabbisogni di trattamento e
smaltimento del ciclo di gestione dei rifiuti per un arco
temporale di 20 anni.
Dal punto di vista degli effetti economici dei nuovi scenari
di gestione si prevedono un investimento di circa 21
miliardi per i servizi di raccolta differenziata ed un
investimento di circa 130 miliardi per gli impianti. Ci si
prefigge di contenere l'aumento dei costi per gli utenti
entro il 35% a regime, cioè presumibilmente nel 2007.
Per quanto riguarda l'aspetto occupazionale sono previsti
circa 500 nuovi posti di lavoro all’anno in fase di
cantiere e a regime, 180 nuovi addetti nell’attività di
gestione dei rifiuti ( 80 addetti sugli impianti previsti e
circa 100 all’attività di raccolta e riciclo).
La complessità territoriale della Provincia di Savona rende
necessaria una individuazione di sub-ambiti di gestione
ottimali basati sulla valorizzazione delle risorse già
disponibili. Lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti sono
le attività che impegnano più personale, mentre quella
dello smaltimento finale è la fase che comporta una
maggiore applicazione tecnologica e, di conseguenza l’apporto
di privati specializzati. La selezione della raccolta
differenziata che, come obiettivo finale dovrebbe essere
impostata sul conferimento delle frazioni secco umido, può
trovare una dimensione ottimale su porzioni di territorio
più ristretto rispetto all’ A.T.O.
Alle fasi sopra esposte possono pertanto corrispondere
livelli di aggregazione diversi. Infatti se lo smaltimento
finale deve coprire l’intero territorio provinciale, le
altre fasi si possono muovere in ambiti più ridotti che
questo piano si propone di individuare.
Il governo della gestione dei rifiuti deve assicurare la
presenza e la valorizzazione di strutture fortemente
integrate con le realtà locali, garantire il raggiungimento
di soglie dimensionali idonee ad ottimizzare dei servizi sia
sotto il profilo tecnico-economico che sotto quello
ambientale, rafforzare l'indirizzo e il controllo pubblico
del ciclo di gestione dei rifiuti.
Per conseguire questi risultati è opportuno articolare su
due livelli il governo del sistema integrato di gestione dei
rifiuti della Provincia di Savona.
Il governo integrato seguirà pertanto la seguente
struttura:
· Ambito Territoriale Ottimale per la
termovalorizzazione e lo smaltimento finale.
· Bacini di Raccolta Ottimali per lo spazzamento, la
raccolta ed il trasporto.
Si individuano quali azioni indispensabili per l'attuazione
del Piano: l’istituzione di una Autorità d’ambito, la
determinazione dei criteri per il passaggio da tassa a
tariffa, l'attivazione di azioni di comunicazione da parte
della Provincia, la costituzione dell'Osservatorio Rifiuti
Provinciale per la raccolta di dati e per il monitoraggio
dello stato di attuazione del Piano stesso.
Il Piano Provinciale definisce, inoltre, i siti di
localizzazione degli impianti sia di discarica che
tecnologici.
Questo importante strumento di pianificazione dovrebbe
essere il frutto del confronto e del contributo di Enti
Locali, associazioni ambientaliste e di categoria, di
cittadini e dei sindacati, e necessiterà per una sua piena
attuazione dell'impegno e della partecipazione attiva di
tutti i soggetti interessati