Proprio là, dove le Alpi e gli Appennini si incontrano e si fondono con il mare, nasce la Provincia di Savona. Un territorio unico caratterizzato da una varierà pressoché infinita di ambienti e scenari naturali. Non per nulla qui (unico caso in Europa) trovano il loro punto
di incontro ben tre Regioni biogeografiche: quella Mediterranea, quella Alpina e quella Continentale. La vicinanza, che in molti casi diventa simbiosi, tra la costa e le alte catene montuose fa sì che si trovino, a volte nell’arco addirittura di pochi metri, specie animali e vegetazioni che
normalmente si sviluppano in zone tra di loro lontane, come la macchia mediterranea e le foreste di montagna.
La provincia di Savona rappresenta un vero e proprio “laboratorio della biodiversità”: qui si trovano il 40% delle specie di anfibi e rettili presenti in Italia, 52 specie di orchidee selvatiche (circa un quarto di tutte quelle presenti sul territorio nazionale), l’unica specie di vertebrato endemico della Liguria (la testuggine palustre ingauna), nonchè numerose specie floristiche, proprie di queste zone e presenti solo qui,come la
Campanula di Savona (Campanula sabatia), la
Campanula a foglie uguali (Campanula isophylla) e la Viola di Bertoloni (Viola bertolonii). Un patrimonio naturale importantissimo custodito nei parchi e nelle riserve naturali regionali, nelle aree protette di interesse provinciale individuate sulla terraferma,
nelle due aree marine protette dell’isola di Bergeggi e dell’isola Gallinara (ormai prossime all’istituzione), nella riserva internazionale del Santuario dei Cetacei
e nella Rete Natura 2000.
Nel
savonese il mare e i monti si uniscono
in un abbraccio.
Elemento che rende questa zona unica
sotto il profilo della biodiversità.
Una notevole varietà si può riscontrare anche sotto l’aspetto geologico: sono presenti diverse tipologie di terreni e di rocce
che spesso affiorano sia nell’entroterra che nelle scogliere marine. Particolarmente diffuse le rocce dolomitiche e i fenomeni carsici, che danno vita a un
numero incredibile di grotte: oltre 600 quelle attualmente “catalogate”. Molte di queste cavità presentano aspetti del tutto peculiari: la Grotta degli Scogli Neri (a
Giustenice), con i suoi cinque chilometri di sviluppo, è la più lunga di tutta la Liguria, l’area carsica di Bardineto la più ampia e ricca di forme ipogee e epigee,
nonché di acque carsiche che scorrono in veri e propri fiumi sotterranei. Sul
massiccio del Beigua, invece, sono presenti le cosiddette “rocce verdi”
(ofioliti), di origine antichissima, derivanti da rocce vulcaniche che formavano i fondali marini verso la fine del Giurassico, oltre 150 milioni di anni fa.
Sui monti più elevati del savonese (il Galero è alto 1.704 metri, il Carmo di Loano 1.389) si può trovare una vegetazione tipicamente di alta montagna: assenti gli alberi d’alto fusto, si ritrovano arbusti come il
rododendro, il ginepro e talvolta faggi dalle dimensioni “nane” e dal portamento contorto. Questo è il regno degli uccelli rapaci che nidificano tra le rupi e di una tipica fauna alpina che
annovera il camoscio, l’ermellino, il gallo forcello.
Le pendici dei monti sono coperte, a seconda delle zone, di praterie o più spesso di boschi, con bellissime faggete, habitat ideale per molti animali (dal comune
cinghiale al raro ed elusivo lupo); alta anche la presenza di uccelli, di specie differenti, tra cui picchi e numerosi rapaci notturni. Ai piedi dei monti e sulle colline il bosco è generalmente misto, particolarmente
diffuso il castagno. La vicinanza tra questo tipo di vegetazione e i prati coltivati crea condizioni favorevoli per molte specie di uccelli e mammiferi come
il capriolo. Scendendo di quota e avvicinandosi al mare la vegetazione è prevalentemente mediterranea: fra le specie arboree più diffuse si annoverano il
leccio,
il pino marittimo, il pino d’Aleppo, il carrubo, fra gli arbusti l’erica arborea, l’alaterno, il mirto, la ginestra, il lentisco.
Qui crescono 52 specie diverse di orchidee.
Un quarto di tutte quelle presenti in Italia.
Nelle zone più miti di questa parte di territorio compaiono, lungo i pendii, le fasce coltivate a ulivo e a vite. Sulle sponde di rii e stagni, particolarmente numerosi, si trova una fauna molto variegata, composta per lo più da anfibi e rettili, presente anche il gambero di fiume, unico crostaceo d’acqua dolce della provincia. Dove l’acqua scorre più lenta o ristagna crescono canneti e altre piante di palude e proprio in alcuni di questi habitat è presente la rarissima testuggine palustre. Le zone umide sono inoltre tappa preferenziale per l’avifauna migratoria.
Lungo le coste si alternano spettacolari scogliere scoscese, frequentate da numerosi uccelli marini, e spiagge caratterizzate da una loro peculiare vegetazione
costituita da piante adatte a vivere in un ambiente saturo di sale, come il
giglio marino (Pancratium maritimum), il papavero cornuto
(Glaucium flavum) e il
ravastrello marittimo (Cakile maritima).
Anche i fondali hanno una loro vegetazione: alghe e piante marine (in particolare Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa) e una ricchissima fauna composta
non solo da pesci, ma anche da una gran quantità di altre creature (Antozoi, Briozoi, Molluschi ecc..).
Il mare aperto è invece regno il indiscusso dei cetacei, facilmente osservabili navigando al largo o nelle vicinanze della costa.
Ophrys insectifera
(Foto: Baccino)
(Foto: B. Malò)
L'isola Gallinara da Capo Santa Croce
(Foto: S. Ortale)