Le dune
sabbiose e le zone umide costiere rappresentano gli
unici ambienti completamente cancellati dalla carta
geografica della Liguria a causa
dell'antropizzazione dei litorali. Mentre per le
dune non esistono le condizioni per interventi di
ripristino ambientale (tutte le spiagge liguri
soffrono di una pressione antropica eccessiva), è
ancora possibile invertire la tendenza che ha
portato alla perdita degli ecosistemi d'acqua dolce
stagnante costieri, per lo meno nell'area che ne era
più ricca:la piana d’Albenga.
La testuggine palustre, almeno fino agli anni ’60,
era tanto comune in tutti gli ambienti d’acqua
stagnante della Piana di Albenga, quanto sconosciuta
nel resto della Regione Liguria. Le bonifiche, la
captazione d’acqua per uso irriguo e l’utilizzo di
pesticidi e diserbanti hanno rapidamente portato
questa specie sull’orlo dell’estinzione: fino a nove
anni fa ritenuta del tutto estinta, la testuggine
dell’Albenganese è stata riscoperta nel 1994
dall’Acquario di Genova ed è stata in seguito
oggetto di un programma di conservazione volto a
ripristinare almeno una parte degli habitat e delle
popolazioni naturali di questa specie.
La strategia di intervento portata finora avanti dai
vari partner del progetto – Provincia di Savona,
Università di Genova, Acquario di Genova, Comunità
Montana “Ingauna”, Corpo Forestale dello Stato, Pro
Natura Genova, WWF – ha riguardato principalmente il
recupero di esemplari autoctoni di testuggini
palustri, la loro riproduzione in cattività in
condizioni seminaturali, il monitoraggio delle
popolazioni in natura, la sensibilizzazione degli
abitanti e delle amministrazioni locali e le
indagini tassonomiche. Proprio queste ultime hanno
evidenziato che la popolazione di testuggini dell’Albenganese
mostra caratteri unici che ne giustificano
pienamente l’attribuzione ad una nuova sottospecie:
quest’ultima rappresenta il primo vertebrato
endemico della Liguria.
La Regione Liguria ha finanziato questo progetto di
studio e di conservazione nell’ambito dei Fondi
Strutturali della Comunità Europea Docup Obiettivo 2
per la valorizzazione della Rete Natura 2000.
Che cos’è il centro Emys Operante dal 2000 presso il vivaio Forestale della
Comunità Montana Ingauna a Leca d’Albenga, è la
struttura indispensabile per la salvaguardia e il
recupero della tartaruga d’acqua dolce ingauna. In
esso viene condotto il programma di riproduzione in
semicattività degli esemplari, che sono ospitati in
zone adibite in altrettante funzioni (vasche di
diverse dimensioni per adulti e giovani, siti di
svernamento, siti di deposizione, vasca di
quarantena.
Questa struttura si pone come importante strumento
di divulgazione verso le scuole, sui temi legati
alla salvaguardia della natura nella nostra
provincia. Dispone di un’aula interna e un ampio
prato con tavoli e panche, dove è possibile
organizzare attività ludiche.
Gli obiettivi che ci poniamo
Con la realizzazione di questo progetto si vuole far
conoscere la tartaruga presente nella nostro
territorio provinciale, tutelare questa rara e
minacciata specie cercando di salvarla
dall’estinzione.
Crediamo che sia importante il rapporto diretto e
concreto con elementi e fenomeni della realtà,
rendere le cose dirette e concrete per le persone
significa costruire esperienze reali,
contestualizzate, che implicano un coinvolgimento
operativo, cognitivo ed emotivo.
I fatti sono quindi conoscibili quando colpiscono i
nostri sensi, apprendere dall’esperienza significa
riflettere.
Obiettivi formativi
promuovere
atteggiamenti consapevoli di rispetto e tutela della
biodiversità
promuovere la capacità
di studiare il territorio attraverso un percorso di
ricerca ed esplorazione sul campo
stimolare in questo
modo la conoscenza attraverso la ricerca, la
sperimentazione
sviluppare la capacità
di osservazione, analisi e confronto e
interpretazione dei fenomeni attraverso una
consapevole e continua evoluzione dell’ambiente
stimolare e
sensibilizzare la conoscenza dell’ambiente che ci
circonda, riappropriandosi dell’identità
territoriale
Obiettivo: formare i
docenti ed alunni all’educazione ambientale
attraverso un’educazione alla sostenibilità e alla
consapevolezza della biodiversità. Trasmettere ad
alunni e docenti il messaggio educativo e il senso
di identità al territorio.
obiettivi specifici
salvare dall’estinzione la tartaruga nel rispetto
della biodiversità come patrimonio universale
comunicare un messaggio educativo: la tartaruga è
un campanello d’allarme dell’abuso del nostro
ecosistema, un uso indiscriminato porta alla
scomparsa di specie animale o vegetale e alla
comparsa di altre. Diffondere quindi la sensibilità
dell’ecosistema a tutti i livelli per evitare che
scompaiano altre specie utili per l’ecosistema e si
provochino danni ulteriori
Conoscenza dell’importante risorsa acqua per la
sopravvivenza della tartaruga Emys Conoscenza del
ciclo di vita della tartaruga attraverso l’
osservazione diretta
Realizzare un programma relativo all’educazione
ambientale collegandolo allo studio di elementi di
storia locale ed aspetti significativi del tessuto
socio-economico, culturale, artistico dell’area
geografica
Giungere insieme alla formulazione di alcune
pratiche quotidiane da utilizzare sempre e ovunque
per la tutela della biodiversità
I motivi di interesse di questo progetto sono
molteplici
per la prima volta, almeno a livello regionale, si attua un progetto
organico di conservazione per una specie a grave rischio di estinzione;
la popolazione ingauna di testuggine palustre (nuova
sottospecie di Emys orbicularis in corso di
descrizione) è l'unico vertebrato endemico della
Liguria e mantiene, purtroppo, un altro primato,
essendo certamente il vertebrato a maggior rischio
d'estinzione in Liguria: il monitoraggio capillare
di tutti i nuclei di testuggini conosciuti ha
portato all’ individuazione di soli 25 esemplari
ancora presenti in natura!
è
un classico esempio di effetto scudo: una sola
specie - la testuggine palustre - fa da scudo a
tutto l'ecosistema in quanto, per tutelare essa, è
necessario conservare e ripristinare l'intero
ecosistema;
il progetto dispone di un'enorme base di lavoro
consolidata durante gli ultimi otto anni (è dal 1996
che i partner del programma di conservazione si
occupano della popolazione di testuggine palustre
dell’Albenganese e del loro habitat);
Risultati attesi
È solo responsabilizzandoli, facendoli sentire
partecipi e parte integrante della realtà naturale,
che i bambini e ragazzi coinvolti nel progetto
potranno comprendere meglio le problematiche
relative all’ambiente, presupposti fondamentali per
acquisire un nuovo stile di vita. La conoscenza che
il soggetto si è autocostruito attraverso stimolanti
esperienze d’apprendimento lo rende un attore attivo
della nostra società decidendo quali azioni
intraprendere nei diversi tipi di situazioni
ambientali in cui si trova.
I lavori di ricerca, i cartelloni realizzati etc…svolti
dalle classi saranno esposti nel Centro. La visita
durerà circa due ore.
Per maggiori informazioni sul progetto visitare il
sito www.provincia.savona.it, la parte dedicata al
“Progetto Emys”, tel 019 8313318-302