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Provincia di Savona

CENTRO PROVINCIALE DI EDUCAZIONE AMBIENTALE

1.2 ACQUA : SOSTANZA E RISORSA
Progetto Centro Emys

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Le dune sabbiose e le zone umide costiere rappresentano gli unici ambienti completamente cancellati dalla carta geografica della Liguria a causa dell'antropizzazione dei litorali. Mentre per le dune non esistono le condizioni per interventi di ripristino ambientale (tutte le spiagge liguri soffrono di una pressione antropica eccessiva), è ancora possibile invertire la tendenza che ha portato alla perdita degli ecosistemi d'acqua dolce stagnante costieri, per lo meno nell'area che ne era più ricca:la piana d’Albenga.

La testuggine palustre, almeno fino agli anni ’60, era tanto comune in tutti gli ambienti d’acqua stagnante della Piana di Albenga, quanto sconosciuta nel resto della Regione Liguria. Le bonifiche, la captazione d’acqua per uso irriguo e l’utilizzo di pesticidi e diserbanti hanno rapidamente portato questa specie sull’orlo dell’estinzione: fino a nove anni fa ritenuta del tutto estinta, la testuggine dell’Albenganese è stata riscoperta nel 1994 dall’Acquario di Genova ed è stata in seguito oggetto di un programma di conservazione volto a ripristinare almeno una parte degli habitat e delle popolazioni naturali di questa specie.
La strategia di intervento portata finora avanti dai vari partner del progetto – Provincia di Savona, Università di Genova, Acquario di Genova, Comunità Montana “Ingauna”, Corpo Forestale dello Stato, Pro Natura Genova, WWF – ha riguardato principalmente il recupero di esemplari autoctoni di testuggini palustri, la loro riproduzione in cattività in condizioni seminaturali, il monitoraggio delle popolazioni in natura, la sensibilizzazione degli abitanti e delle amministrazioni locali e le indagini tassonomiche. Proprio queste ultime hanno evidenziato che la popolazione di testuggini dell’Albenganese mostra caratteri unici che ne giustificano pienamente l’attribuzione ad una nuova sottospecie: quest’ultima rappresenta il primo vertebrato endemico della Liguria.
La Regione Liguria ha finanziato questo progetto di studio e di conservazione nell’ambito dei Fondi Strutturali della Comunità Europea Docup Obiettivo 2 per la valorizzazione della Rete Natura 2000.

Che cos’è il centro Emys
Operante dal 2000 presso il vivaio Forestale della Comunità Montana Ingauna a Leca d’Albenga, è la struttura indispensabile per la salvaguardia e il recupero della tartaruga d’acqua dolce ingauna. In esso viene condotto il programma di riproduzione in semicattività degli esemplari, che sono ospitati in zone adibite in altrettante funzioni (vasche di diverse dimensioni per adulti e giovani, siti di svernamento, siti di deposizione, vasca di quarantena.
Questa struttura si pone come importante strumento di divulgazione verso le scuole, sui temi legati alla salvaguardia della natura nella nostra provincia. Dispone di un’aula interna e un ampio prato con tavoli e panche, dove è possibile organizzare attività ludiche.

Gli obiettivi che ci poniamo
Con la realizzazione di questo progetto si vuole far conoscere la tartaruga presente nella nostro territorio provinciale, tutelare questa rara e minacciata specie cercando di salvarla dall’estinzione.
Crediamo che sia importante il rapporto diretto e concreto con elementi e fenomeni della realtà, rendere le cose dirette e concrete per le persone significa costruire esperienze reali, contestualizzate, che implicano un coinvolgimento operativo, cognitivo ed emotivo.
I fatti sono quindi conoscibili quando colpiscono i nostri sensi, apprendere dall’esperienza significa riflettere.

Obiettivi formativi

  • promuovere atteggiamenti consapevoli di rispetto e tutela della biodiversità
  • promuovere la capacità di studiare il territorio attraverso un percorso di ricerca ed esplorazione sul campo
  • stimolare in questo modo la conoscenza attraverso la ricerca, la sperimentazione
  •  sviluppare la capacità di osservazione, analisi e confronto e interpretazione dei fenomeni attraverso una consapevole e continua evoluzione dell’ambiente
  • stimolare e sensibilizzare la conoscenza dell’ambiente che ci circonda, riappropriandosi dell’identità territoriale
  • Obiettivo: formare i docenti ed alunni all’educazione ambientale attraverso un’educazione alla sostenibilità e alla consapevolezza della biodiversità. Trasmettere ad alunni e docenti il messaggio educativo e il senso di identità al territorio.
  • obiettivi specifici
  • salvare dall’estinzione la tartaruga nel rispetto della biodiversità come patrimonio universale
  • comunicare un messaggio educativo: la tartaruga è un campanello d’allarme dell’abuso del nostro ecosistema, un uso indiscriminato porta alla scomparsa di specie animale o vegetale e alla comparsa di altre. Diffondere quindi la sensibilità dell’ecosistema a tutti i livelli per evitare che scompaiano altre specie utili per l’ecosistema e si provochino danni ulteriori
  • Conoscenza dell’importante risorsa acqua per la sopravvivenza della tartaruga Emys Conoscenza del ciclo di vita della tartaruga attraverso l’ osservazione diretta
  • Realizzare un programma relativo all’educazione ambientale collegandolo allo studio di elementi di storia locale ed aspetti significativi del tessuto socio-economico, culturale, artistico dell’area geografica
  • Giungere insieme alla formulazione di alcune pratiche quotidiane da utilizzare sempre e ovunque per la tutela della biodiversità

I motivi di interesse di questo progetto sono molteplici

  • per la prima volta, almeno a livello regionale, si attua un progetto organico di conservazione per una specie a grave rischio di estinzione;
  • la popolazione ingauna di testuggine palustre (nuova sottospecie di Emys orbicularis in corso di descrizione) è l'unico vertebrato endemico della Liguria e mantiene, purtroppo, un altro primato, essendo certamente il vertebrato a maggior rischio d'estinzione in Liguria: il monitoraggio capillare di tutti i nuclei di testuggini conosciuti ha portato all’ individuazione di soli 25 esemplari ancora presenti in natura!
  • è un classico esempio di effetto scudo: una sola specie - la testuggine palustre - fa da scudo a tutto l'ecosistema in quanto, per tutelare essa, è necessario conservare e ripristinare l'intero ecosistema;
  • il progetto dispone di un'enorme base di lavoro consolidata durante gli ultimi otto anni (è dal 1996 che i partner del programma di conservazione si occupano della popolazione di testuggine palustre dell’Albenganese e del loro habitat);
Risultati attesi
È solo responsabilizzandoli, facendoli sentire partecipi e parte integrante della realtà naturale, che i bambini e ragazzi coinvolti nel progetto potranno comprendere meglio le problematiche relative all’ambiente, presupposti fondamentali per acquisire un nuovo stile di vita. La conoscenza che il soggetto si è autocostruito attraverso stimolanti esperienze d’apprendimento lo rende un attore attivo della nostra società decidendo quali azioni intraprendere nei diversi tipi di situazioni ambientali in cui si trova.

I lavori di ricerca, i cartelloni realizzati etc…svolti dalle classi saranno esposti nel Centro. La visita durerà circa due ore.

Per maggiori informazioni sul progetto visitare il sito www.provincia.savona.it, la parte dedicata al “Progetto Emys”, tel 019 8313318-302

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