PIATTAFORMA DI VADO LIGURE INTERVIENE L’ASSESSORE PROVINCIALE ALL’INDUSTRIA
ROBERTO PELUFFO
Nella dettagliata nota resa pubblica oggi dall’assessore Peluffo, si
ipotizza grazie alla creazione di un sovrappasso, la possibilità di un
ulteriore arretramento della piattaforma di circa 25 metri
L’assessore all’industria della Provincia di Savona Roberto Peluffo
interviene con una propria nota sul tema di grande importanza per lo
sviluppo industriale del territorio provinciale quale quello del progetto
della piattaforma marina di Vado Ligure, chiarendo come «è in campo la
proposta di un sovrappasso che consenta una riduzione della superficie e del
radicamento a terra della piattaforma, assicurando di conseguenza una
migliore circolazione delle acque. L’ipotesi di un sovrappasso rende,
infatti, possibile l’inserimento in corrispondenza della radice della
piattaforma di un sistema di condotte che generino un continuo e costante
ricambio d’acqua intorno alle aree di radice della piattaforma.»
L’assessore ha poi proseguito sottolineando come «siamo in una fase
decisionale molto delicata ed occorre mettere a disposizione di tutti
informazioni corrette e rigorose perché ogni decisione venga presa su dati
seri ed oggettivi. Anche per questo ritengo utile fornire maggiori dettagli
con un’apposita relazione»
GLI ELEMENTI PRESCRITTIVI PREVISTI DAL PIANO REGOLATORE PORTUALE
Il Piano Regolatore Portuale che contiene elementi prescrittivi (e
quindi non possono essere modificate), fa esplicitamente riferimento a
quello approvato nell’aprile 2002 dal Comune di Vado Ligure ed è stato
integralmente pubblicato ai sensi dei legge sia in sede di Valutazione
di Impatto Ambientale nazionale che in sede di approvazione definitiva del
Piano Regolatore Portuale con Deliberazione Regionale n° 22 del 10 agosto
2005 (Vedi BUR Liguria n° 38 Parte II, 21 settembre 2005).
Tra gli elementi prescrittivi contenuti vi è anche la dimensioni in pianta
della piattaforma (lunghezza e larghezza), nonché la sua collocazione
nell’ambito del territorio.
A questo proposito, le prescrizioni sulla piattaforma (e quindi
obbligatoriamente da adottare) riguardavano il fatto che:
- la piattaforma non potesse superare le estremità del pontile Vadoil
- che dovesse essere radicata in corrispondenza del Pontile San Raffaele.
- la permeabilità della piattaforma e l’indicazione data a suo tempo faceva
riferimento ad una tipologia strutturale su pali.
Il Progetto Preliminare presentato in sede di gara dall’A.T.I. Maersk/Grandi
Lavori Fincosit/Technital, è risultato rispondente alle indicazioni del
Piano Regolatore Portuale.
L’ANNULLAMENTO DELLO SPOSTAMENTO DELL’ALVEO DEL TORRENTE SEGNO E LA
QUESTIONE DEL RADICAMENTO A TERRA
Il Comune di Vado Ligure, all’atto dell’intesa, auspicava che in
fase esecutiva si potessero adottare soluzioni atte a limitare l’ingombro
del radicamento a terra. Il Piano Regolatore Portuale a suo tempo
approvato prevedeva poi, su richiesta del Comune di Vado Ligure, la
realizzazione di una struttura da dedicare alla pesca e al diporto nautico,
atta a costituire un elemento di filtro tra l’abitato di Vado e la nuova
struttura portuale.
Questa indicazione teneva conto della richiesta (anche questa formulata dal
Comune di Vado Ligure) di spostamento dell’alveo del Torrente Segno. Durante l’iter di V.I.A. a livello nazionale la Sovrintendenza per la
Liguria, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Liguria hanno, d’intesa con
il Comune di Vado Ligure, cassato la deviazione del Torrente Segno;
questo ha portato ad un diverso posizionamento della parte relativa alla
nautica, alla cantieristica e alla pesca, senza assolutamente toccare misure
e posizionamento della piattaforma. La delibera regionale di Piano
Regolatore Portuale del 10 agosto 2005 (e quindi il Piano Regolatore
Portuale formale) non ha portato ad alcuna modificazione per quanto attiene
alle misure della piattaforma.
Con riferimento alle indicazioni (indicazioni e non prescrizioni)
relativamente all’impalcato con strutture permeabili (che agevolino quindi
una maggiore diffusione delle correnti), la soluzione proposta dall’A.T.I.
Maersk/Grandi lavori Fincosit/Technital prevede una tecnologia esecutiva
che, salvaguardando la permeabilità, si presenta come migliorativa alla
soluzione a pali sia in termini ambientali che di impatto sul territorio in
tema di trasporto materiali.
LA QUOTA DELLA PIATTAFORMA
Circa la quota della piattaforma il Piano Regolatore Portuale indicava
quella che può essere considerata una quota indicativa per un piano di
banchina: anche in quel caso si trattava di una indicazione e non di una
prescrizione.
Il progetto presentato dalla Maersk prevede la quota di banchina a 4,0
metri – quota che può essere, in sede di progettazione definitiva, meglio
definita e quindi ancora abbassata; ma va segnalato che uno degli
elementi che ha indotto il progettista a indicare quella quota è stato
dettato dalla attenzione affinché una struttura troppo vicina al pelo libero
non costituisse un ostacolo al transito delle correnti superficiali generate
dal vento.
L’IPOTESI DI UN SOVRAPPASSO E LA CONSEGUENTE RIDUZIONE DEL RADICAMENTO A
TERRA
Infine, circa la possibilità auspicata anche dal Comune di Vado Ligure, di
una riduzione del radicamento a terra, si deve sottolineare, che qualora
venga a cadere la prescrizione relativa ad un collegamento in sottopasso tra
la piattaforma e le aree retrostanti, è possibile immaginare un
restringimento del tratto terminale che in prima considerazione può essere
valutato in un arretramento di una striscia di circa 25 metri dell’affaccio
su Porto Vado.
L’ipotesi di un sovrappasso rende poi possibile l’inserimento in
corrispondenza della radice della piattaforma di un sistema di condotte che
generino un continuo e costante ricambio d’acqua intorno alle aree di radice
della piattaforma stessa, utilizzando metodiche oggi molto diffuse
soprattutto nella realizzazione di porti turistici.
Le dimensioni in pianta della piattaforma proposte da Maersk sono
perfettamente sovrapponibili a quelle del Piano Regolatore Portuale
presentato e approvato. Documenti diversi dal Piano Regolatore Portuale
evidentemente sono stati redatti con finalità informative e non possono
essere sostitutivi di atti formali depositati e pubblicati ai sensi di
legge.
Si deve peraltro segnalare che gli stessi atti ufficiali erano a corredo
degli atti di Masterplan e di Accordo di Programma che il Consiglio Comunale
di Vado Ligure ha approvato negli scorsi mesi.