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Provincia di Savona

  

Comunicato stampa del 03/09/2007

PIATTAFORMA DI VADO LIGURE INTERVIENE L’ASSESSORE PROVINCIALE ALL’INDUSTRIA ROBERTO PELUFFO

Nella dettagliata nota resa pubblica oggi dall’assessore Peluffo, si ipotizza grazie alla creazione di un sovrappasso, la possibilità di un ulteriore arretramento della piattaforma di circa 25 metri

L’assessore all’industria della Provincia di Savona Roberto Peluffo interviene con una propria nota sul tema di grande importanza per lo sviluppo industriale del territorio provinciale quale quello del progetto della piattaforma marina di Vado Ligure, chiarendo come «è in campo la proposta di un sovrappasso che consenta una riduzione della superficie e del radicamento a terra della piattaforma, assicurando di conseguenza una migliore circolazione delle acque. L’ipotesi di un sovrappasso rende, infatti, possibile l’inserimento in corrispondenza della radice della piattaforma di un sistema di condotte che generino un continuo e costante ricambio d’acqua intorno alle aree di radice della piattaforma.»
L’assessore ha poi proseguito sottolineando come «siamo in una fase decisionale molto delicata ed occorre mettere a disposizione di tutti informazioni corrette e rigorose perché ogni decisione venga presa su dati seri ed oggettivi. Anche per questo ritengo utile fornire maggiori dettagli con un’apposita relazione»


GLI ELEMENTI PRESCRITTIVI PREVISTI DAL PIANO REGOLATORE PORTUALE

Il Piano Regolatore Portuale che contiene elementi prescrittivi (e quindi non possono essere modificate), fa esplicitamente riferimento a quello approvato nell’aprile 2002 dal Comune di Vado Ligure ed è stato integralmente pubblicato ai sensi dei legge sia in sede di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale che in sede di approvazione definitiva del Piano Regolatore Portuale con Deliberazione Regionale n° 22 del 10 agosto 2005 (Vedi BUR Liguria n° 38 Parte II, 21 settembre 2005).

Tra gli elementi prescrittivi contenuti vi è anche la dimensioni in pianta della piattaforma (lunghezza e larghezza), nonché la sua collocazione nell’ambito del territorio.
A questo proposito, le prescrizioni sulla piattaforma (e quindi obbligatoriamente da adottare) riguardavano il fatto che:
- la piattaforma non potesse superare le estremità del pontile Vadoil
- che dovesse essere radicata in corrispondenza del Pontile San Raffaele.
- la permeabilità della piattaforma e l’indicazione data a suo tempo faceva riferimento ad una tipologia strutturale su pali.


Il Progetto Preliminare presentato in sede di gara dall’A.T.I. Maersk/Grandi Lavori Fincosit/Technital, è risultato rispondente alle indicazioni del Piano Regolatore Portuale.


L’ANNULLAMENTO DELLO SPOSTAMENTO DELL’ALVEO DEL TORRENTE SEGNO E LA QUESTIONE DEL RADICAMENTO A TERRA

Il Comune di Vado Ligure, all’atto dell’intesa, auspicava che in fase esecutiva si potessero adottare soluzioni atte a limitare l’ingombro del radicamento a terra. Il Piano Regolatore Portuale a suo tempo approvato prevedeva poi, su richiesta del Comune di Vado Ligure, la realizzazione di una struttura da dedicare alla pesca e al diporto nautico, atta a costituire un elemento di filtro tra l’abitato di Vado e la nuova struttura portuale.

Questa indicazione teneva conto della richiesta (anche questa formulata dal Comune di Vado Ligure) di spostamento dell’alveo del Torrente Segno.
Durante l’iter di V.I.A. a livello nazionale la Sovrintendenza per la Liguria, il Ministero dell’Ambiente e la Regione Liguria hanno, d’intesa con il Comune di Vado Ligure, cassato la deviazione del Torrente Segno; questo ha portato ad un diverso posizionamento della parte relativa alla nautica, alla cantieristica e alla pesca, senza assolutamente toccare misure e posizionamento della piattaforma. La delibera regionale di Piano Regolatore Portuale del 10 agosto 2005 (e quindi il Piano Regolatore Portuale formale) non ha portato ad alcuna modificazione per quanto attiene alle misure della piattaforma.

Con riferimento alle indicazioni (indicazioni e non prescrizioni) relativamente all’impalcato con strutture permeabili (che agevolino quindi una maggiore diffusione delle correnti), la soluzione proposta dall’A.T.I. Maersk/Grandi lavori Fincosit/Technital prevede una tecnologia esecutiva che, salvaguardando la permeabilità, si presenta come migliorativa alla soluzione a pali sia in termini ambientali che di impatto sul territorio in tema di trasporto materiali.


LA QUOTA DELLA PIATTAFORMA

Circa la quota della piattaforma il Piano Regolatore Portuale indicava quella che può essere considerata una quota indicativa per un piano di banchina: anche in quel caso si trattava di una indicazione e non di una prescrizione.
Il progetto presentato dalla Maersk prevede la quota di banchina a 4,0 metri – quota che può essere, in sede di progettazione definitiva, meglio definita e quindi ancora abbassata; ma va segnalato che uno degli elementi che ha indotto il progettista a indicare quella quota è stato dettato dalla attenzione affinché una struttura troppo vicina al pelo libero non costituisse un ostacolo al transito delle correnti superficiali generate dal vento.


L’IPOTESI DI UN SOVRAPPASSO E LA CONSEGUENTE RIDUZIONE DEL RADICAMENTO A TERRA

Infine, circa la possibilità auspicata anche dal Comune di Vado Ligure, di una riduzione del radicamento a terra, si deve sottolineare, che qualora venga a cadere la prescrizione relativa ad un collegamento in sottopasso tra la piattaforma e le aree retrostanti, è possibile immaginare un restringimento del tratto terminale che in prima considerazione può essere valutato in un arretramento di una striscia di circa 25 metri dell’affaccio su Porto Vado.
L’ipotesi di un sovrappasso rende poi possibile l’inserimento in corrispondenza della radice della piattaforma di un sistema di condotte che generino un continuo e costante ricambio d’acqua intorno alle aree di radice della piattaforma stessa, utilizzando metodiche oggi molto diffuse soprattutto nella realizzazione di porti turistici.

Le dimensioni in pianta della piattaforma proposte da Maersk sono perfettamente sovrapponibili a quelle del Piano Regolatore Portuale presentato e approvato. Documenti diversi dal Piano Regolatore Portuale evidentemente sono stati redatti con finalità informative e non possono essere sostitutivi di atti formali depositati e pubblicati ai sensi di legge.

Si deve peraltro segnalare che gli stessi atti ufficiali erano a corredo degli atti di Masterplan e di Accordo di Programma che il Consiglio Comunale di Vado Ligure ha approvato negli scorsi mesi.


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