Prefazione
Mare ed Economia - Oggi il mare porta alla provincia di Savona ben più della metà del proprio prodotto interno lordo attraverso le attività portuali e l'industria turistica; le sue vicende e quelle della nostra vita di tutti i giorni sono, quindi, strettamente legate. Il mare non ci porta solo lavoro e divertimento, ma anche un clima fra i più favorevoli e dolci, senza eccessi di freddo e di caldo e precipitazioni sufficienti ad avere risorse idriche adeguate alle nostre necessità, se sfruttate in maniera razionale.
Decine di migliaia di anni fa, in un paesaggio ed in un ambiente ben diverso dal nostro, i primi abitatori della Liguria che ci abbiano lasciato tracce abitavano in grotte affacciate direttamente sul mare (Balzi Rossi, Arene Candide, Grotta marina di Bergeggi). Già loro forse lo osservavano con quell'insieme di soggezione e di gratitudine con il quale venne guardato dalle generazioni successive.
Le generazioni successive furono quelle che formarono uno stato marinaro fra i maggiori del medioevo: la Repubblica di Genova. Quello stato fu talmente legato al mare che rinunciò ad una espansione territoriale nell'entroterra decidendo (o essendo costretto?) a diventare complementare, anche se indipendente, con l'area padana alle sue spalle immediate.
Per la sua vita e per i suoi commerci gli sarebbero bastate le navi.
Cosi oggi abbiamo una regione costituita da una striscia di terra montagnosa affacciato sul mare Ligure, autonoma ma vicinissima a Piemonte, Lombardia ed Emilia, di cui costituisce uno sbocco al Mediterraneo, prezioso ma forse ancora troppo poco sfruttato.
Colpisce la versatilità del nostro mare: ieri via
unica dei commerci costieri quando non esisteva una
strada litoranea degna di questo nome; oggi luogo di
divertimento per tutte le età, per tutti i ceti
sociali e per tutte le stagioni. E domani? Quali
altre sorprese ci riserverà, oltre che continuare ad
essere via di commercio, di pesca e di turismo?