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Il 25 febbraio si è svolta una conferenza al liceo
Artistico A. Martini di Savona riguardante i problemi e
gli aspetti positivi dell'Africa, in particolare del
Congo.
L'argomento ci è stato esposto da Davide Delbono, il
quale ha avuto un primo approccio con l'Africa
all'università, per la preparazione di una tesi. In
questi anni, si è dedicato all'attività giornalistica,
con particolare attenzione alla storia delle istituzioni
africane e al dialogo interreligioso e interculturale.
Durante il corso della conferenza, ci ha mostrato una
serie di diapositive; ad esempio ci ha mostrato diverse
mappe di planisferi e mappe politiche, per darci un'idea
dell'estensione del Congo rispetto al continente
africano: possiamo notare che il Congo, stato
dell'Africa centrale che ha come capitale Kinshasa, pur
avendo un estensione notevole (2.345.410 km²) ha però
una bassa densità di popolazione (24 ab./km²). Questa
nota è data dal fatto che la popolazione non è
distribuita in modo omogeneo nel territorio.
Il dottor Delbono ci ha anche mostrato diverse
diapositive su persone e fatti che hanno segnato la
storia del Congo: l'Africa è rimasta una terra quasi
sconosciuta fino al 1876 perché dalle esplorazioni di
quei luoghi nessuno tornava vivo, a causa delle fitte
foreste che impedivano l'attraversamento delle stesse.
Nonostante questo, però, gli esploratori avevano trovato
una civiltà sviluppata, con una propria moneta e un
sistema politico.
Leopoldo II è uno dei protagonisti della storia del
Congo: essendo il re del Belgio e non avendo capitale
sufficiente per gestire il proprio paese, decise di
conquistare un paese africano. Egli riuscì nella sua
impresa grazie all'aiuto di Henry Morton Stanley, che
risalì il fiume Congo e ingannò alcune tribù. Nel
frattempo, venne inventato il pneumatico, composto da
caucciù, materiale che si trova in abbondanza nelle
foreste dell'Africa: al Congresso di Berlino del
1884(chiamato anche Congo Congo Konferenz), organizzato
per decidere la spartizione del territorio africano,
Leopoldo II, grazie anche a diverse strategie, riuscì ad
ottenere il Congo; così le società del re belga
sfruttarono questa risorsa.
In poco tempo, il popolo del Congo venne sottomesso e fu
costretto a lavorare, e molti morirono; è stato il più
grande genocidio nella storia del mondo.
Edumund Morel, in quel periodo, osservando le navi che
venivano caricate sulle banchine di Anversa, si accorse
che le vaporiere di linea fra Belgio e Congo
trasportavano migliaia di fucili, cartucce e altre armi
letali.
Morel, dopo essere tornato in Inghilterra, continuò le
sue indagini e decise di raccogliere documentazione per
denunciare la gestione del Congo da parte del sovrano
belga; pubblicò articoli sulle maggiori testate
nazionali inglesi, dalla "Pall Mall Gazette" al "Daily
Chronicle", dal "Manchester Guardian" al "Labour
Leader", dallo "Speaker" al "Daily Herald" e molti suoi
interventi vennero tradotti dalla stampa europea.
Inoltre scoprì che le persone venivano sottoposte a
trattamenti disumani e denunciò il fatto. Fu il primo
reportage sui diritti umani.
Mark Twain prende parte al movimento di Morel e scrive "King
Leopold's soliloquy", con una copertina sconvolgente per
l'epoca (1905).
Nel 1909, essendo il Congo un paese sotto il comando del
Belgio, divenne Congo Belga: viene abolito il lavoro
forzato, ma ospedali e scuole, come altre importanti
infrastrutture, non vengono costruite.
Patrice Lumumba, politico della Repubblica Democratica
del Congo, voleva l'integrità del Congo avendo ideali
nazionalisti, a causa dei quali, dopo la sua elezione a
primo ministro venne destituito. Ebbe una breve carriera
politica, ma intensa: nel 1957 gli fu inflitto un anno
di prigione per una storia di corrispondenza sottratta
ad un europeo, iscritto ad una setta
rosacrociano-massonica, l'AMORC. Liberato in anticipo,
riprese l'attività politica e andò a fare il direttore
commerciale di una fabbrica di birra. In quell'epoca il
governo adottò alcune misure liberalizzatrici,
autorizzando l'esistenza di sindacati e partiti
politici.
Nel 1958, in occasione dell'Esposizione Universale,
alcuni congolesi furono invitati in Belgio. Lumumba vi
partecipò e ne approfittò per contattare gli ambienti
anticoloniali.
Tornato in Congo, il 5 ottobre 1958 Lumumba creò a
Léopoldville il Movimento Nazionale Congolese (MNC), e
in questa veste partecipò alla conferenza panafricana di
Accra. Al ritorno, riuscì ad organizzare una riunione
per rendere conto dei lavori della conferenza, nel corso
della quale rivendicò l'indipendenza di fronte a più di
10000 persone. Nell'ottobre 1959 cominciarono le prime
contese politiche: il MNC ed altri partiti
indipendentisti organizzarono una riunione a
Stanleyville. Malgrado il forte sostegno popolare di cui
godeva, le autorità belghe cercarono di impadronirsi di
Lumumba - il risultato fu una sommossa con una trentina
di morti. Lumumba fu arrestato alcuni giorni dopo,
giudicato e condannato a 6 mesi di prigione, il 21
gennaio 1960. Nello stesso tempo, però, le autorità
belghe organizzavano riunioni con gli indipendentisti,
alle quali partecipò anche Lumumba, liberato di fatto il
26 gennaio. Con generale sorpresa, il Belgio accordò
l'indipendenza al Congo nel 30 giugno 1960.
I suoi oppositori poi lo sciolsero nell'acido.
Il Paese, entrato in uno stato di confusione, dovette
combattere una guerra di 4 anni, finché Joseph- Desirè
Mobutu prese il potere e mandò il paese in rovina.
Attualmente le risorse del Congo sono molto importanti
per l'economia mondiale; oro, diamanti, uranio,
manganese, legname e caffè, ma soprattutto il coltan,
usato per processori elettronici.
La storia del Congo è molto complicata e ancora oggi non
si è riusciti a trovare un equilibrio.
ALMA VASSALLO I C
Esistono 2 paesi in Africa che si chiamano Congo: il
Congo Brazzaville, dove le ricchezze vengono sperperate
in molti modi come, ad esempio, costruire un tempietto
in marmo per accogliere le spoglie dell'esploratore
pacifico Brazza (vero e proprio gioiellino dal costo
esagerato) e la Repubblica Democratica del Congo, zona
che, un tempo, era una colonia belga. E' proprio di
quest'ultimo territorio che ci è stata approfondita la
storia e gli avvenimenti importanti che vi sono
accaduti.
Alla nostra società è sempre stata insegnata solamente
la storia europea, con pochi accenni a quello che non ci
riguarda da vicino. Ciò non significa, però, che non ci
siano altri paesi in cui la storia non sia ugualmente
ricca e enormemente complessa, come nel caso del Congo
dove, purtroppo, sono state perse molte informazioni che
venivano solo tramandate oralmente.
Sappiamo, però, che fino al 1876 era conosciuta solo la
zona costiera dell'Africa e del Congo e tutti gli
esploratori che avevano provato ad addentrarsi avevano
trovato climi e ambienti estremamente ostili che li
portarono, probabilmente, alla morte.
Nelle terre scoperte, i colonizzatori trovarono tribù
che non erano al loro livello di sviluppo, ma ben
organizzate, con un governante, una moneta (venivano
usate conchiglie) e molto più avanzate di ciò che si
aspettavano di incontrare.
Un Paese particolarmente interessato alla colonizzazione
era il Belgio che, per le sue piccole dimensioni e la
mancanza di risorse, raggiunse il massimo desiderio di
espansione in Congo con il re Leopoldo II,che riuscì ad
ottenere il controllo su questo territorio nel 1884 con
la Conferenza di Berlino. Egli fece del Congo uno stato
indipendente come sua proprietà personale a cui diede il
nome Stato Libero del Congo, che venne diviso a seconda
dello sfruttamento e delle risorse presenti come
l'avorio, diamanti e il prezioso caucciù.
Naturalmente, però, non erano i coloni a sporcarsi le
mani nelle miniere e le tribù locali vennero sottoposte
a lavori forzati con ritmi terribili e con pene
veramente assurde (se le persone, ad esempio, comprese
donne e bambini, non raccoglievano un tot di caucciù gli
venivano tagliate mani o piedi).
Fu il più grande genocidio della storia.
Se pensiamo al genocidio, pensiamo subito a quello degli
ebrei nei campi di concentramento, che, giustamente,
riesce ancora a trovare spazio nella nostra società e a
non essere dimenticato, ma è triste pensare che
avvenimenti dello stesso peso successi in Africa vengano
messi così in secondo piano. Lo dimostra il fatto che
tutti sanno delle colonie e dello sfruttamento che ne è
conseguito, ma pochi sanno davvero come siano andate le
cose.
Anche a quei tempi, pochi erano informati per il
semplice motivo che ai giornalisti era vietato recarsi
in Congo, sino a quando il giornalista Morel riuscì a
documentare ciò che stata accadendo grazie alle
inchieste e ai testi che scrisse, ma soprattutto grazie
all'invenzione della fotografia, che gli permise di
avere prove sufficienti per muovere un movimento di
protesta contro il governo. La strategia che adottò il
Belgio, fu quella di mettere una tribù contro l'altra,
così che fossero gli stessi congolesi a frustare, a
mutilare o ad ammazzare i loro stessi connazionali.
Nel 1909, il sovrano lasciò il Congo al Belgio, dove
l'autorità primaria era costituita dal parlamento,
trasformando il nome in Congo Belga. Il suo successore,
abolì i lavori forzati e la schiavitù. Da li al '60, si
ebbe un'amministrazione a metà fra il modulo inglese e
francese: nessuna scuola, un livello basso di
infrastrutture con l'unico scopo di continuare a tenere
in vita la colonia per sfruttarla, non pensando di
migliorare le sorti del paese.
Dopo la Prima Guerra Mondiale anche le colonie tedesche
del Rwanda e del Burundi vennero affidate al Belgio.
Nel 1960, chiamato anno dell'Africa perché i media
parlano di evoluzione, di fermento dei popoli africani,
venne concessa l'indipendenza al Congo e Patrice Lumumba
considerato un nazionalista evoluzionista, uno dei più
grandi protagonisti della lotta per l'indipendenza,
divenne il primo ministro del nuovo stato, ma venne
sciolto nell'acido in seguito all'ammutinamento
dell'esercito congolese, che lo eliminò con la scusa che
egli era comunista per la sua richiesta all'Unione
Sovietica di aiuti, dopo che si era rivolto inutilmente
all'ONU.
Seguirono quattro anni di completo caos e di guerre
interne che cessarono solo con l'inizio della dittatura
di Mobutu se Seko, che pensò esclusivamente ai suoi
interessi e distrusse il paese.
Dalla regione più fertile del Congo, cioè la zona dei
Grandi Laghi ad est, partì una ribellione guidata da
Kabila e sostenuta da eserciti di paesi vicini che
riuscì a conquistare Kinshasa, ancora attuale capitale
del Paese.
Vittorioso, Kabila, si proclamò presidente , portando il
suo clan al governo al posto degli avversari ormai
sconfitti. Egli governò fino al 2001, anno in cui venne
assassinato.
Il paese vive un periodo di caos, con una guerra
intestina che dura 4 anni. Mobutu prese il potere,
instaurando una dittatura per trent'anni, durante i
quali cambia il nome del Congo e delle città e manda in
rovina il Paese: alla sua morte, era l'uomo quasi più
ricco del mondo, ma il Congo era il paese più povero.
Dall'est del Congo, ha inizio un movimento di
ribellione, comandata da Kabila, che, sostenuto dai
paesi confinanti, prende il potere.
Nel '94 ci fu il genocidio in Rwanda, fra i Tutsi
(nobili) e gli Hutu (agricoltori). In essa, i belgi
avevano schedato la gente, creando carte d'identità
diverse fra i due ceti sociali; perciò iniziarono delle
lotte per il potere. La vera popolazione locale, i
Pigmei, furono quasi interamente sterminati.
Kabila fu assassinato poco dopo aver assunto la sua
carica presidenziale (e immediatamente più tardi, fu
ucciso il suo sicario).
È il periodo delle due guerre africane: tutte le
maggiori potenze vogliono i suoi laghi, fiumi e le zone
più ricche; numerosi sono i colpi di stato per le
risorse.
L'attuale presidente è il figlio di Kabila.
Il sottosuolo del Congo cela una enorme quantità di
risorse diverse, come, per esempio, i preziosi diamanti,
l'oro, ecc. I materiali più esportati , anche
illegalmente, sono il coltan e la cassiterite .
La cassiterite è un minerale che viene usato insieme
allo stagno per gli apparecchi elettronici.
Il coltan è anch'esso un minerale, assomiglia ad una
specie di sabbia nera, dal quale viene estratto il
tantalio, un materiale raro e molto duro.
Questo materiale è usato nella costruzione di turbine e
oggetti per le fabbriche aeronautiche e elettriche, ma
soprattutto nella costruzione di telefoni cellulari
sempre più piccoli e particolareggiati, computer,
playstation.
Da tempo, l'Uganda, il Rwanda e il Burundi rubano le
ricchezze al Congo, sconfinandovi. Le condizioni di
raccolta di tali minerali sono pessime.
Dopo la raccolta, il coltan viene sminuzzato finemente,
diventando una polvere radioattiva e, pertanto, nociva
alla salute dei minatori, che spesso sono bambini.
Per esempio, l'azienda dei cellulari Motorola lo compra
dall'Australia, più attenta ai diritti umani.
È stato recentemente arrestato, con l'aiuto delle truppe
americane, il capo di un gruppo di guerriglieri Tutsi,
Nukunda, accusato di numerosi crimini di guerra e
latitante da molti anni nel Paese; i militari, però, con
la scusa della sua cattura, entravano portando le ruspe
per continuare a rubare le risorse del Congo.
Il suolo, inoltre, offre la seconda più ampia foresta
del mondo, con tipi di legname appetibili in tutto il
mondo; per questo, si può dedurre facilmente che vi
siano non pochi conflitti.
Anche oggi, comunque, l'Africa è teatro di abusi contro
le donne e i bambini, di non rispetto per i diritti
dell'uomo; gli abusi più frequenti, vengono proprio
compiuti dalle milizie estere.
Tutte queste tensioni economiche, politiche e militari,
hanno determinato, tra l'altro, scoppi di violenza anche
nella capitale Kinshasa, come torture, stupri e altri
comportamenti inumani da parte delle forze di sicurezza,
spesso ai danni di persone considerate oppositori
politici.
Le vittime spesso sono donne e ragazze che magari non
riescono neppure a sopravvivere dopo questo genere di
ingiurie, soprattutto per la mancanza di strutture
ospedaliere e di appropriate cure. Coloro che sono
riuscite a sfuggire alla morte vivranno per sempre
nell'umiliazione, con la sofferenza per danni fisici e
morali e non vedranno mai l'uomo che le ha violentate
essere consegnato alla giustizia! Sono rarissimi,
infatti, i casi in cui i responsabili siano stati
puniti.
Un altro fenomeno da non dimenticare è il reclutamento
forzato di bambini e bambine come soldati, che distrugge
completamente coloro che dovrebbero essere il futuro del
Paese, che lo potrebbero far rinascere e far rifiorire,
conducendoli, invece, verso una vita di guerra e
violenza.
Le poche persone che hanno provato ad opporsi a queste
torture, tra cui anche giornalisti e avvocati, hanno
subito continui attacchi, minacce e arresti arbitrari.
Questo triste destino non è riservato solo al Congo ma
vede coinvolti anche i paesi ad esso confinanti, come il
Burundi e l'Uganda. C'è da considerare, infine, che il
tasso di povertà è talmente elevato che le persone
utilizzano tutti i mezzi possibili, anche quelli che ci
possono sembrare più sleali, per ottenere un po' di
ricchezza e vedere i figli crescere con una prospettiva
di vita più florida della loro.
Sono cose che a sentirle raccontare non ci sembrano
vere, ma purtroppo lo sono.
Dobbiamo assolutamente fare qualcosa prima che si arrivi
al punto di non ritorno e che i nostri figli, un domani,
ci guardino negli occhi e ci chiedano il perché della
nostra ignoranza su quello che stava accadendo!
COSTANZA BELLELLI, GIADA DABOVE, VALENTINA SEGOTTA
III C
SILVIA LAMBERTO, CECILIA MARSON, MARTINA SCARFO' IC