Scarichi

Norme di riferimento:

  • R.D. 25/7/1904 n° 523 e s.m.i.
  • Decreto Legislativo 03 Aprile 2006 n. 152 - Norme in materia ambientale e s.m.i.;
  • L.R. 43/95;
  • L.R. 18/99;
  • Regolamento Regionale 4/2009;

Funzioni
In tema di scarichi sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo costituiti da acque reflue domestiche, essi sono vietati (ai sensi dell'art. 103 comma 1 del d.lgs. 152/2006) ad esclusione dei casi contemplati dall'art. 100 comma 3;
Sulla base delle normative citate, risulta il seguente quadro delle competenze in materia di autorizzazioni allo scarico:

A) Compete alla Provincia:

  1. il rilascio dell'autorizzazione ed il controllo degli scarichi delle pubbliche fognature nei corpi idrici, sul suolo e negli strati superficiali del suolo;
  2. il rilascio dell'autorizzazione ed il controllo degli scarichi provenienti dagli insediamenti produttivi recapitanti;
  3. -nei corpi idrici, sul suolo per quanto attiene ai limiti di accettabilità e al rispetto delle norme che regolamentano lo smaltimento dei liquami e dei fanghi, di cui all'articolo 2 comma 1, della legge 10 maggio 1976, n. 319 (norme per la tutela delle acque dall'inquinamento) e successive modificazioni ed integrazioni, purché i liquami ed i fanghi non siano tossici e nocivi ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915 (attuazione delle direttive CEE n. 75/442 relativa ai rifiuti, n. 76/403 relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili e n. 78/319 relativa ai rifiuti tossici e nocivi) e successive modificazioni ed integrazioni;

    -direttamente nelle acque costiere marine;

  4. il rilascio dell'autorizzazione ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 132 (attuazione della direttiva 80/68/CEE concernente la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose);
  5. l'approvazione dei progetti degli impianti di depurazione a servizio delle pubbliche fognature, nonché, in via preliminare, la verifica della compatibilità ambientale per gli impianti non soggetti alla valutazione di impatto ambientale di competenza regionale o statale e l'autorizzazione all'esercizio;

Spettano ai Comuni:

  • il rilascio dell'autorizzazione ed il controllo degli scarichi provenienti dagli insediamenti produttivi allacciati alle pubbliche fognature, per quanto attiene all'accettabilità degli stessi, alla funzionalità degli impianti di pretrattamento adottati, al rispetto dei criteri generali per un corretto e razionale uso dell'acqua, di cui all'articolo 2 lettera d) della legge 319/1976 e successive modificazioni ed integrazioni;
  • l'approvazione dei progetti delle opere che originano gli scarichi di cui sopra, ove questi non siano espressamente approvati nei progetti edilizi di edifici, impianti o complessi insediativi oggetto di specifiche autorizzazioni in applicazione di leggi vigenti;
  • il rilascio delle autorizzazioni ed il controllo degli scarichi provenienti da insediamenti civili e produttivi non recapitanti in pubblica fognatura di cui all'articolo 16, comma 2, lettere b) e c), e comma 3, lettera b) della l.r. 43/1995;

L'autorizzazione allo scarico si riferisce alla possibilità di effettuare scarichi di acque reflue in corpi idrici ricettori, in conformità alle prescrizioni ed ai limiti di legge. L'autorizzazione provvisoria viene rilasciata entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, e quella definitiva una volta verificato il rispetto delle prescrizioni dell'autorizzazione provvisoria entro 120 giorni a partire dalla comunicazione da parte del titolare di attivazione dello scarico.

La realizzazione delle opere, quando interessi alvei di proprietà demaniale, è soggetta ai sensi del R.D. 523/1904, a preventiva autorizzazione ai fini idraulici e relativa concessione demaniale; per quest'ultima dovranno essere separatamente avviate le necessarie procedure presso il competente Servizio Concessioni ed Autorizzazioni di questo Settore.
L'autorizzazione a fini idraulici è necessaria anche quando l'area demaniale viene interessata solamente dai lavori di realizzazione della condotta di scarico.

Relativamente alla Provincia di Savona, l'autorizzazione può essere rilasciata contestualmente in un unico atto qualora lo scarico debba avvenire in un corso d'acqua del versante tirrenico, in quanto le competenze, sono esclusivamente di questi Uffici.

Viceversa se lo scarico è progettato in un corso d'acqua del versante Padano la competenza di autorizzazione a fini idraulici potrebbe essere di competenza provinciale (a seconda del tratto di corpo idrico interessato) ovvero essere ottenuta preventivamente presso l'AIPO - Agenzia Interregionale per il fiume Po - Via Garibaldi 75 - 43100 PARMA - Tel. 0521/7971

Inoltre, in caso di interferenza con Siti di Interesse Comunitario (SIC), ZPS o aree protette di interesse provinciale (D.C.P. n°5 del 23/02/2003) dovrà essere richiesto alla Provincia il rilascio di apposito parere relativamente alla valutazione di Incidenza (art. 6 direttiva Habitat 92/43/CEE) o, nel caso di aree interessanti istituti di gestione faunistica, il parere del competente servizio in ordine alle previsioni del Piano Faunistico Provinciale nonché della Carta Ittica Provinciale.

In generale le attività svolte dalla Provincia in merito agli scarichi si possono ricondurre a:

  • scarichi di reflui liquidi che non recapitano in pubblica fognatura;
  • vigilanza ed attuazione del Piano di depurazione;
  • vigilanza ispettiva, anche in collaborazione e su incarico della Autorità Giudiziaria, in materia ambientale;
  • esame e pareri dei progetti di V.I.A.;
  • approvazione preventiva progettuale degli impianti di trattamento di pubbliche fognature;
  • approvazione dei piani di prevenzione e gestione delle acque meteoriche di dilavamento;
  • autorizzazione (provvisoria e definitiva) ex D.Lgs. 152/06 per gli scarichi idrici non recapitanti in pubblica fognatura.

Riferimento Servizio/Ufficio