Farfalle

Le farfalle sono sicuramente gli insetti più noti e ammirati per la loro bellezza ed eleganza. COn il termine "farfalle" ci si riferisce ad una parte degli appartenenti all'ordine dei Lepidotteri, ed in particolare alle farfalle diurne - dette anche "Ropaloceri" poichè hanno le antenne "a forma di clava" - distinte dalle falene - dette anche "Eteroceri" - con abitudini prevalentemente notturne.

Facilmente riconoscibili per le due paia di vistose ali, tenute verticali in posizione di riposo, le farfalle hanno un ciclo vitale che si compie attraverso quattro fasi: l'uovo, la larva (nota come "bruco"), la crisalide (o "pupa") e l'adulto (o "immagine"). Ciascuna specie depone uova su determinate specie di piante, che costituiscono alimento per la larva: la Pafja, ad esempio, utilizza le piante del genere Viola, mentre la Cedronella utilizza l'Alaterno, l'Icaro il Trifoglio, la Charaxes jasius il Corbezzolo, ecc. La larva al termine dello sviluppo si "impupa" in un bozzolo entro cui si compie un'ulteriore metamorfosi, che porta in pochi giorni alla trasformazione in adulto. L'adulto, la cui esistenza dura da qualche giorno a pochi mesi, si nutre di nettare - tratto dai fiori con il lungo apparato boccale detto "spiritromba" - svolgendo l'importante funzione di impollinatore. Alcune specie, come la Vanessa del cardo, la Vanessa atalanta, la Cavolaia, sono addirittura migratrici, compiendo periodicamente lunghi spostamenti tra le regioni mediterranee e il nord Europa. In Italia sono presenti 275 specie di farfalle (tra le circa 360 censite in Europa), raggruppate in nove famiglie.

Questo poster, in cui sono raffigurate alcune specie caratteristiche di tutte le famiglie più comuni, presenta anche un "intruso": la Euplagia quaadripunctaria, falena appartenente alla famiglia degli Arctiidi, che ha abitudini diurne ed è osservabile ai margini dei nostri boschi; essa, in particolare, è una tra le specie di Lepidotteri protetto in Europa dalla Direttica comunitaria "Habitat". Colorate e vistose, le farfalle sono facilmente osservabili con un po' di attenzione e senza particolari attrezzature: basta solo avvicinarsi con cautela, rispetto e un poco di pazienza.

La provincia di Savona ne ospita una ricca rappresentanza: accanto a specie tipiche di climi miti, si rinvengono entità settentrionali (come Minois dryas) e meridionali (come Charaxes jasius) la cui presenza è giustificata dall'incredibile varietà di ambienti che si ritrovano, in uno spazio ristretto, dal livello del mare fino ad elevate altitudini dell'Appennino e delle Alpi Liguri - con specie tipicamente montane come Parnassius apollo -.

Le nostre farfalle sono legate a numerosi ambienti: sponde di ruscelli e acquitrini (che ospitano specie come Coenonympha oedippus e Lycaena dyspar), boschi (con specie quali Papia, Limenitis Camilla, Vanessa c-bianco, Apatura iride), radure (con Pararge aegeria, Vanessa dell'ortica, Macaone), macchie e siepi (con Cedronella, Pieride del biancospino e Aurora), ambienti rocciosi (con Polissena e Fabriciana adippe), praterie, prati e giardini (con Podalirio, Galatea, Icaro, Manjiola jurtina, Vanessa atalanta). Tutte sono estremamente vulnerabili alla distruzione o al degrado dei loro habitat: molte stanno notevolmente rarefacendosi ed alcune rischiano addirittura l'estinzione. La loro salvaguardi dipende dalla conservazione dei loro habitat (anche con l'istituzione di parchi e riserve naturali) e anche - molto semplicemente - da piccoli angoli lasciati incolti nei nostri orti e giardini.