Contratti di Fiume

Cos'è un Contratto di Fiume:
è uno strumento di programmazione negoziata connesso a processi di pianificazione strategica per la riqualificazione dei bacini fluviali. Lo si definisce "strategico” per indicare un percorso di co-pianificazione in cui la metodologia ed il percorso stesso sono condivisi in itinere con tutti gli attori. Tali processi sono infatti finalizzati alla realizzazione di scenari di sviluppo durevole dei bacini elaborati in modo partecipato, affinché siano ampiamente condivisi.

L'unità fisiografica cui si rivolge è il "bacino idrografico" e il fine ultimo è la riqualificazione "paesistica e ambientale" del bacino stesso attraverso le matrici fondative del territorio (idrogeologica, geomorfologia, evoluzione degli ecosistemi naturali e antropici, ecc.).

Il Contratto di Fiume è quindi la sottoscrizione di un accordo che permette di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo prioritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale.

Gli elementi che entrano in gioco in questo accordo sono:

  • una comunità (comuni, province, ato, regione, associazioni, imprese, cittadini, ecc.)
  • un territorio (suoli, acque, insediamenti, aria, ecc.)
  • un insieme di politiche e di progetti a diverse scale/livelli

Questi elementi, da sempre in relazione tra loro, devono quindi essere orientati verso obiettivi condivisi di riqualificazione attraverso adeguati processi partecipativi.

Con la promozione di un Contratto di Fiume si intende attuare il passaggio da politiche di tutela dell’ambiente a più ampie politiche di gestione delle risorse paesistico-ambientali, agendo in molteplici settori:

  • protezione e tutela degli ambienti naturali
  • tutela delle acque
  • difesa del suolo
  • protezione del rischio idraulico
  • tutela delle bellezze naturali

Contesto normativo

  • Direttiva 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio (G.U. UE n. L 327 del 22/12/2000) che prescrive di raggiungere entro il 2015 lo stato "buono" di qualità ambientale per tutti i corpi idrici della comunità)
  • Direttiva 2007/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23/10/2007, che si pone l'obiettivo di realizzare un quadro unitario in materia di di gestione dei rischi di alluvioni in Europa al fine di mitigare gli effetti di tali fenomeni e ridurne gli impatti negativi sulla sicurezza umana, sull'ambiente, sul patrimonio culturale e sulle attività economiche;
  • Decreto Legislativo 152/2006 "Norme in materia ambientale", che nella parte III ha previsto disposizioni di attuazione della suddetta Direttiva
  • Piano di Gestione del Distretto Idrografico del Fiume Po, di cui all'art. 13 della Direttiva 2000/60/CE approvato con DPCM 8/02/2013
  • Il Piano di Tutela delle acque della Regione Liguria approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 32 del 24/11/2009;